Anche Como si è mobilitata il 3 ottobre in difesa della libertà di stampa. Lo ha fato in modo significativo per quantità e qualità di partecipazione con più di 400 persone in piazza e 500 adesioni raccolte. Il tentativo di boicottare la manifestazione, messo in atto in vario modo da più parti, non è riuscito.
Si è tentato di boicottarla anche nella nostra città, innanzi tutto non parlandone, scelta compiuta da una quota consistente dei media cittadini. Poi con la logora argomentazione: in Italia ci sono centinaia di giornali, canali televisivi ecc ecc, che andate cercando??
Il problema di fondo è questo: c’è una parte del Paese che avverte una sorta di inquietudine democratica perché vede minacciata la libera espressione del dissenso, specie di quello duro e frontale contro questo governo e, principalmente, questo presidente del consiglio. Milioni di italiani non intendono transigere su un valore irrinunciabile della nostra convivenza civile, una sorta di pilastro della costituzione repubblicana, appunto l’articolo 21, su cui poggia l’intero sistema democratico.
La questione è così importante da suscitare quotidianamente, e in modo spesso scomposto e grottesco, gli strali e le critiche del capo del governo. È così importante che la stampa di mezzo mondo, anche e soprattutto quella di ispirazione liberale, ha ormai da tempo individuato nel nostro Paese un rischio democratico. L’Italia è precipitata, nelle graduatorie mondiali sulla qualità e completezza dell’informazione, a livello delle nazioni meno sviluppate.
Il fatto è che il Paese vive in modo paradossale una grande anomalia della sua anomalia: unica democrazia al mondo a essere governata da un magnate dell’informazione che controlla direttamente o indirettamente i quattro quinti del sistema mediatico nazionale (l’anomalia) e che vorrebbe ridurre al silenzio il restante quinto (l’anomalia dell’anomalia).
Nella nostra città che, come si diceva, ha manifestato con energia il proprio dissenso nei confronti di questo stato di cose, da parte di taluni cittadini è stata avanzata la proposta di proseguire in un cammino di approfondimento sui complessi temi dell’informazione. Su questo percorso intendiamo impegnarci, cercando di evitare la frammentazione delle iniziative e la parzialità delle prospettive. Auspichiamo, per altro, un maggiore e diretto coinvolgimento di quanti, a Como, lavorano in questo delicato settore.
Bruno Saladino, consigliere comunale del Pd a Como, tra i primi firmatari dell’Appello per la libertà di stampa a Como. [da ecoinformazioni 396]
